Uso intelligente di rampicanti e siepi
per mascherare gli orrori urbani
Edere,
viti, siepi. Piante rampicanti che fanno volume e colore, barriere
verdi che muovono i piani architettonici e visuali, nascondendo quello
che non si vuole vedere. Così si fa, per esempio, in Svizzera,
ma non solo.
In molti paesi, rampicanti e siepi vengono usate per coprire certi
orrori urbani: un muro costruito con mattoni inerti, la
spalla di un ponte in cemento armato corrosa dal tempo, inferriate
vecchie e arrugginite che andrebbero sostituite e per le quali non
ci sono abbastanza fondi, opere di contenimento grezze (vedasi anche,
in queste pagine, il problema "cassonetti").
La maggior parte delle rampicanti e tappezzanti più
resistenti, adatte al nostro clima, si sviluppa in fretta e non richiede
particolari cure. Edera e Clemantis sono ideali. O meglio ancora,
il rincospermo (rhyncospermum jasminoides) che produce in maggio e
giugno piccolo fiori bianchi profumati. O anche una combinazione di
Lonicera e Jasminum nudiflorum, in maniera tale da avere fioriture
gialle in primavera-estate e rosse in autunno-inverno. Per le siepi,
il Vivaio di Minoprio (struttura della Regione Lombardia) ha selezionato
specie particolarmente resistenti al clima urbano. Possono essere
utili nelle composizioni anche arbusti come Pyrachanta, Nandina, Viburnum,
Forsythia e Spirea.
Un utilizzo accorto di questi generi arborei, accompagnato da piccole
manutenzioni straordinarie stradali, può cambiare radicalmente
l'aspetto di un angolo degradato della periferia residenziale in una
città ed ha anche il pregio di ammorbidire le linee del paesaggio
complessivo.
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Rev.09/06