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LA FORZA DELLE BUONE PROPOSTE 01


Viale Lombardia? In galleria!


Come è nata la nostra proposta d’avanguardia
per interrare l’autostrada che taglia in due Monza

La Statale 36 Milano-Lecco, nel tratto in comune di Monza (SP5), si chiama viale Lombardia e presenta due semafori causa di lunghissime code e incidenti stradali. Questa grossa strada a tre corsie per senso di marcia, sulla quale transitano 100mila veicoli al giorno, taglia in due la parte ovest di Monza ed è causa di inquinamento atmosferico e acustico a livelli record.

E’ nel giugno del 1996 che, durante una riunione del direttivo di questa Associazione di cittadini, nasce l’idea di proporre una soluzione in galleria, così come avviene nelle aree metropolitane statunitensi, oppure in Francia o in Svezia.

Traffico di transito sotto, traffico locale sopra: questa è l’idea. L’ipotesi galvanizza subito tutti. Si studia la situazione, si realizzano modelli computerizzati, si raccolgono documentazione e pareri tecnici qualificati.

Nell’autunno ’96 l’idea viene lanciata pubblicamente. La reazione degli Enti coinvolti è immediata, scettica e secca: “Non si può fare perchè sotto quella strada passa il collettore fognario principale del Consorzio Alto Lambro”. Fortuna vuole che il presidente del nostro Comitato, ing. Ermanno Cacciari, sia proprio un esperto di questo genere di impianti. La sua replica è tecnica e documentata, anche con disegni, calcoli ed esempi di realizzazioni all’estero: “Il tunnel si può fare. Si deve”.

Inizia una girandola di bugie e di finti ostacoli che verranno superati uno per uno, mentre Regione, Provincia e Comune si palleggiano competenze e responsabilità. Ad un certo punto, salta fuori un progetto già pronto per una soluzione orrenda, in parte in trincea scoperta, in parte in sopraelevata con rampe che corrono tra le case. E’ la rivolta dei quartieri, che coinvolge in prima fila altri quattro Comitati di cittadini.

Raccolte di firme (8.900), proteste, manifestazioni. Anche un decisivo esposto al Ministero dell’Ambiente. Il sindaco di Monza di quel tempo, Roberto Colombo, si schiera dalla parte dei cittadini, ed è la svolta.

Una cena “segreta” tra i rappresentanti di questo Comitato (e del Comitato Viale Lombardia) e l’allora assessore provinciale alla viabilità, Ignazio Ravasi, è il passaggio decisivo. L’assessore promette un progetto di galleria, che farà eseguire e quindi presenterà ai cittadini nel maggio 1999: un chilometro e 800 metri di tunnel, più nuovi svincoli di raccordo con le autostrade a Cinisello.

A quel punto, tutti i politici locali, dai parlamentari ai consiglieri comunali, di ogni partito o movimento (eccetto quello che oggi è la Margherita) iniziano a lavorare insieme per raggiungere l’obiettivo galleria. Le amministrazioni di centrosinistra e centrodestra collaborano tra loro. Regione e Governo vengono impegnati a fare la loro parte con i decreti e gli stanziamenti necessari, fino a raccogliere quasi 190 milioni di euro. La galleria di viale Lombardia diventa concretamente fattibile.

Da allora al 2005 decine di ostacoli sono stati superati. Ostacoli frapposti soprattutto dal mondo dell’alta burocrazia. Quasi dieci anni di una battaglia mai sospesa o abbandonata, sino alla gara d’appalto e all’assegnazione dei lavori.

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