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Tutto si può sempre dire e scrivere
senza rischio di querele o citazioni
Muoversi nel campo della protesta, della pubblica denuncia e della tutela dei diritti dei cittadini può in qualche caso comportare potenziali guai o rischi sul piano legale. Non lo diciamo per spaventare, ma soltanto perché è una eventualità da non escludere, specie se gli “avversari” sono a corto di argomentazioni o, peggio, se sono “pizzicati” in situazioni di illegittimità e sono quindi disponibili a qualunque mezzo pur di farvi tacere al più presto. Occorre prevenire in partenza questo piccolo margine di problemi indesiderati.
Gli eventuali rischi di denunce, querele o richieste di danni si possono prevenire con relativa facilità, innanzi tutto seguendo quattro elementari cautele:
- Riferitevi sempre ai fatti usando un linguaggio asciutto, evitando quindi aggettivi forti o azzardati, senza ricorrere a toni scandalizzati o sdegnati, specie in dichiarazioni rilasciate ai giornalisti;
- Non utilizzate mai espressioni di pesante denuncia diretta nei confronti di persone (tipo: “il Tale è un ladro”, “Tizio ha sbagliato”), nemmeno sulla base di documentazione, quand’anche fosse ufficiale;
- Usate sempre e abbondantemente il condizionale (non direte quindi “è accaduto che”, ma più cautamente: “secondo i testimoni che abbiamo ascoltato, o sulla base della documentazione che abbiamo raccolto, sarebbe accaduto che….”);
- Usate spesso l’aggettivo “possibile” o “potenziale”. Non parlate quindi di “rischio”, “cause”, “conseguenze”, “pericolo”, ma di “possibile rischio”, “possibile pericolo”, e così via. Lo stesso vale per le parole come “responsabilità”, “errore”, “danno”.
Questi accorgimenti basilari sono di grande utilità ed efficacia e, di regola, eliminano ogni rischio di denunce, querele o richieste di danni.
La cautela sulla forma non cambia la sostanza
Sottolineiamo come l’accortezza su questi aspetti nel linguaggio non cambierà di una virgola la sostanza di quello che volete dire. Tra l’altro, queste piccole attenzioni vi aiuteranno anche ad ottenere più considerazione e rispetto, perché i vostri “avversari” e interlocutori si renderanno subito conto, proprio sulla base delle cautele adottate, che non siete affatto degli sprovveduti
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Rev.09/06
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