Comitato San Fruttuoso 2000
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RISCHIO BENZENE E POLVERI FINI

Rapporto annuale sulla qualità dell’aria
A Monza dati insufficienti e timori

Monza non ha un proprio “Rapporto annuale sulla qualità dell’aria”, nonostante sia, dopo Milano e Brescia, la terza città della Lombardia. E' stato così a partire dal 1998 e per gli anni successivi. L’Amministrazione comunale ha sempre ritenuto sufficiente il Rapporto elaborato per l’area metropolitana milanese a cura della Provincia. Si tratta di un documento relativo a 36 Comuni, assai generico nelle analisi e nelle esposizioni, quindi insufficiente per valutare la specifica situazione di Monza.
Sino al 2004, la qualità dell’aria è stata misurata da un’unica stazione fissa (Largo Mazzini). Ci sono anche, per fortuna, campagne “spot” condotte dall’Arpa.

Scelte inspiegabili e assurde
Una seconda stazione fissa di rilevamento è stata attivata dal 2004, ma è stata posta all'interno del Parco di Monza, che è uno dei più grandi polmoni verdi d’Europa. Una scelta inspiegabile e assurda, che (per taluni inquinanti) falsa ancor di più i dati riferiti alle strade della città.

Duro confronto col Comune
Per sollecitare le rilevazioni sul benzene e il “Rapporto sulla qualità dell’aria”, nell’aprile del 1999 il Comitato San Fruttuoso 2000 si è duramente confrontato con l’assessore comunale all’ecologia e ha quindi chiesto un interessamento urgente da parte della Commissione ambiente del Consiglio Comunale, nonchè un intervento del Ministro per l’Ambiente e del Prefetto.

L'assessore ha torto, dice la Asl
Nello stesso mese di aprile 1999, l’assessore all’ecologia ha richiesto un parere al Pmip della Asl 3 di Monza, ottenendo conferma (21.04.99, prot.39/99 Pmip, prot.566 Ecologia) della legittimità delle richieste avanzate da questo Comitato. Al settembre 2004, comunque, la situazione non è cambiata: le rilevazioni restano insufficienti, i controlli su benzene e PM10 a Monza del tutto inadeguati.

 
 

Benzene e PM10:
perchè preoccupano

Il benzene è una sostanza chimica complessa (idrocarburo policiclico aromatico) indicata dall’Oms come cancerogena, rilasciata dalle auto con marmitta catalitica quando la marmitta stessa non è ancora in temperatura e presso le stazioni di carburante con sistema di recupero dei vapori inefficiente. Si tratta di un problema serio per le aree urbane.
Le leggi vigenti indicano un obiettivo di qualità di 10 microgrammi per metrocubo d’aria. Rilevazioni estemporanee che sono state recentemente eseguite da Legambiente hanno trovato 47 µcg a Napoli, 21 a Roma, 18 a Milano.
Le polveri fini (PM10) sono invece tipi di polveri che contengono asbesto, piombo, alluminio, cromo e altri minerali. Inalate, possono ridurre le capacità respiratorie e aumentare i rischi di malattie polmonari.

 
 
Monza e gli obblighi di legge inevasi
Monza rientra tra i Comuni che hanno l’obbligo di predisporre piani di risanamento antismog, se necessario anche con limitazioni al traffico e il potenziamento del trasporto pubblico. Lo stabiliscono le norme vigenti (Decreti del Ministro dell’Ambiente: 25 novembre 1994 e 23 ottobre 1998) che valgono per le città con più di 150mila abitanti, ma anche per i Comuni delle aree omogenee ad alto rischio di inquinamento indicate dalle Regioni. Monza rientra in una di queste aree omogenee (Bollettino Ufficiale della Lombardia, 20 maggio 1995). La valutazione deve riguardare anche benzene, benzopirene e altri inquinanti pericolosi della categoria “idrocarburi policiclici aromatici”.
Rev.03/05

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